Patto Cina – Australia: una sfida per l’ Australia da non perdere!

Patto Cina – Australia: una sfida per l’ Australia da non perdere !Fondamentale in questa “nuova” evoluzione economica australiana è di espandere il programma dell’immigrazione (skilled migration) per poter realizzare le grandi opportunita’ economiche create da questo patto (FTA).

La Cina ha siglato un importante accordo di libero scambio (FTA) con l’Australia, uno dei principali alleati degli Stati uniti in Asia. L’intesa garantirà libero accesso al mercato cinese ai produttori agricoli e ai servizi australiani ed in cambio permetterà alla Cina di investire in Australia. Quando l’accordo entrerà pienamente in vigore, il 95% delle esportazioni australiane, in Cina, non saranno soggette a tariffe doganali.

Secondo me, questo accordo di libero scambio (FTA) presentera’ “alcune sfide” per l’Australia, una di queste e’ di riequilibrare l’economia (Australiana), finora troppo dipendente dall’estrazione ed esportazione di prodotti minerari [Cina Forum Nov 17 2014]. Come ha sottolineato la direttrice esecutiva del Fondo Monetario Internazionale (FMI); Christine Lagarde, l’economia australiana per gli ultimi 10 anni e’ dipesa dal ricco settore delle risorse, deve ora aumentare la produttività.

Le restrizioni delle tariffe hanno creto una falsa realta’ anche se erano ustae per proteggere i vari. La sfida e’ di riequilibrare l’economia australiana, ed e’ quella di far crescere il settore lavorativo in un modo sofisticato (“qualita’ ed innovazione”) e questo in settori specifici che saranno in grado (poi) di competere una nuova realtà economica nel “nuovo business giocato a carte scoperte – Asian style”, creato da questo patto Cina-Australia. (Patti simili già esistono con il Giappone, Korea, Indonesia ed India fra poco).

Un’altra sfida è di espandere il programma dell’immigrazione (skilled migration), questo e’ stato sottolineato da vari esponenti importanti del settore del “business -australiano”, ed i politici, sia federali che statali, hanno confermato che e’ che fondamentale in questa “nuova” evoluzione economica australiana, l’espandere il programma d’immigrazione (skilled migration) dell’australia. Ma la sfida fondamentale in questo processo e’ di riformulare un sistema burocratico “rigido” del dipartimento d’immigrazione australiano per farsì che si realizzino le aspirazione economiche create da questo patto (FTA).

Il Premier del Sud Australia, Jay Weatherill, – (Martedi’18 Novembre) – in una conferenza stampa – focalizzandosi sul FTA, ha parlato di una serie di iniziative governative mirate ad incoraggiare investimenti dall’estero, per creare più di 6000 posti di lavoro nei prossimi tre anni nel sud australia. Questo, dice il Premier, dovrebbe aiutare a portare l’esportazione di questo Stato, (annual exports) a 18 Bilioni di dollari (AUD). Il “focus”, dice, Weatherill, è di “assistere” quelle aziende che vogliano espandere il loro “business” dal settore operativo del mercato “locale” (regionale e nazionale) ad un Buniness che opera ed esporta sul mercato internazionale, ed in particolar modo, con un focus sul mercato commerciale Asiatico. Importante in questo processo, ha sottolineato il Premier, è di aumentare la quota di immigrazione in Sud Australia.

Però bisognerà vedere se le parole del Premier saranno in concerto con il “Department of Immigration and Border Protection” che, come ho detto, deve riformulare le procedure di immigrazione in Australia che sono troppo rigide (inflessibili), e con procedure che in tanti casi durano anche alcuni mesi. Il sistema immigratorio Australiano attualmente e’ come un ostacolo per le aziende che vogliono sponsorizzare un lavoratore di un’altra nazione.

Il G20 – e’ servito anche a distinguere i problemi economici, sia in positivo che in negativo, delle nazioni G20, perche’ nonostante la ricchezza di queste nazioni, alcune sono ancora “paralizzate” sotto un programma economico di austerità (come dice il Premier Italiano – Matteo Renzi). In contrasto ai programmi di austerità del Euro-zona, l’Australia insieme ad altri paesi della “Asia/Pacifc zona” – puntano ad una nuova collaborazione economica che, realizzata in modo giusto, (e sottolineo “giusto”) per tutti i protagonisti (lavoratori/ consumatori) dovrebbe portare una “nuova” prosperità. Questo lo staremo a vedere!!!!!

Finisco con le parole della Signora Lagarde: “l’Australia deve diversificare l’economia ed utilizzare al meglio, come risorsa, la propria forza lavoro; la strategia per la crescita sulla quale punta l’Australia è quella giusta, viste l’incertezze dell’economia mondiale.

Avv. Mark Quaglia
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