AUSTRALIA: nuovi orizzonti.

AUSTRALIA: nuovi orizzonti.
“Il business di ritorno”
Avv. Mark Quaglia
Ritornando al mio studio legale, rifletto sulla grande conferenza della settimana scorsa riguardo il “programma di immigrazione in australia”(national migration conference – Canberra).
Come ho detto nei discorsi della settimana scorsa – la situazione positiva dell’economia australiana ed il fatto che fa parte di una zona geografica che prevede di aver la più grande crescita del mondo per alcune generazioni – posiziona l’australia come uno dei più desiderati paesi al mondo, ma la crescita dell’economia australiana dipende anche dalla capacità e necessità di sviluppare il settore lavorativo in maniera che sarà in grado di affrontare le sfide del futuro, cioe’ di essere competitivo riguardo le economie moderne e progressive come quelle nella zona Asia/Pacific.
I grandi network delle aziende e professionisti italiani in europea portano una qualità e sono sofisticati come non siamo ancora arrivati (per adesso) in australia. Questo e’ dove il mio concetto di “Business di Ritorno” entra in gioco. Voglio fare due esempi: il primo di una azienda italiana – ed il secondo, di vari individui che sono recentemente immigrati in australia dall’italia.
Aziende Italiane “partnering” con Aziende Australiane Stiamo rappresentando alcune aziende che vogliano entrare (o che già sono entrate, e fanno parte) del mercato commerciale australiano. In australia non è difficile formare una struttura legale, cioe’, una azienda (societa’ – impresa) si può formare in relativamente poco tempo e con poche spese. Il nostro approccio è sempre stato di formare una squadra di esperti legali, commerciali e di altro tipo di esperienze, per fornire una gamma di informazioni totali che supporti questa nuova entità in australia, lavorando sempre in concerto con i nostri clienti – i proprietari ed i vari rappresentanti delle aziende italiane e quelle Australiane.
Nonostante la semplicità di fare business in australia – una cosa che attrae varie aziende e persone, e’ il fatto che l’australia è geograficamente molto vicino all’Asia: e quando si parla di Asia non parlo specificamente di Cina (in particolar modo) ma anche di indonesia che ha quasi 200 milioni di abitanti e che e’ una nazione che è in grande crescita.
Nostra esperienza: “buon prodotti” , sia dell’ambito di generi alimentari (food products) che nell’ambito della tecnologia, sono “ancora” molto ricercati in australia. E’ ugualmente importante che l’azienda italiana facccia parte di un grande network europeo – moderno e sofisticato, è la “qualità” che ancora non proprio esiste in australia: ed il “made in italy” ancora ha valore quel valore da seguire. Quello che troviamo interessante è il – “partnering” – cioè una azienda italiana che insieme con un “Partner- Azienda- Australiano” – ha la vera possibilità di trovare nuovi orizzonti nel senso di nuovo business: l’accesso con un'”bunisess – parntner” – alla possibilita’ di ottenere più finanziamenti per poi poter sviluppare le idee (italiane) – tecnologie e prodotti che la paralisi dell’economica Italiana non permette di fare (con quella Europea in genere).
Un’ esempio “attuale” e nel sud australia dove vediamo una delle più grandi compagnie italiane di prodotti “plastiche” – che insieme (“partnering”) con una delle più grandi aziende di manifatture di prodotti plastici in australia – creano prodotti che vengono distribuiti nella zona australiana e asia/pacific.
Il punto importante e’ che parlando con il direttore dell’azienda australiana, è che e stata la tecnologia italiana la chiave – per creare un prodotto di altissimo livello. Questo è un vero esempio di benefici reciproci per le due aziende.
Ritornando al mio concetto del business di ritorno, qua stiamo vedendo che l’opportunità per una azienda Italiana di sviluppare (crescere) con un “partner” australiano – non solo apre le porte ad un mercato fertile australiano, ma anche le possibilità nella zona asia/pacific; un business ti ritorno, in questo senso, e’ un ritorno positivo: Finanziario e Commerciale per l’azienda italiana.
Tutto questo e’ la grande possibilita’ per individui con esigenze specifiche ed esperienza lavorativa, importante e’ un buon livello della lingua inglese Ugualmente da a un punto di vista di individui (persone) stiamo vedendo che vari professioni ed anche lavori artigianali sono molto ricercati dal mercato commerciale in australia.
Professioni: specialmente nel settore dell’ingegneria, alta tecnologia e vari mestieri come saldatori, Diesel Mecchanic, Chef e Pasticcieri – sono molto ricercati.
Anche qui tante di queste persone portano una vasta gamma di conoscenze professionali che in tanti casi da grande valore (an added bunus) all’azienda “Australiana” che li sponsorizza o allo Stato in cui vengono sponsorizzati (State Nominated Sponsorship) se entrano con un visto indipendente.
Le università italiane sono considerate di primo livello, cioè, sono considerate fra le megliori nel mondo ed una laurea italiana (per la maggior parte dei casi) è equivalente a un bachelor degree australiano. Anche il diploma di vari istituti tecnici italiani (per chef -etc) sono ben considerati qua in australia. Al sistema immigratorio australiano piacciono “diploma” e “lauree”, cioè titoli su carta, piace anche un po’ di esperienza lavorativa ( ma lavoro in “nero” non conta ). Soprattutto l’individuo deve avere una buona conoscenza della lingua inglese, questo per tanti è il traguardo più difficile da superare nel settore immigratorio australiano. Detto questo, devo dire che vedo tanti clienti che con grinta raggiungono questo traguardo . Bravi !!
Avv.Mark Quaglia
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